Il Teatro Ariston si trasforma in una galleria d’arte per la 2ª Biennale Artexpo
Sanremo, città simbolo della musica italiana e palcoscenico per eccellenza della cultura popolare, si prepara a vivere una nuova stagione artistica di respiro internazionale.
Dal 13 al 16 novembre 2025, il leggendario Teatro Ariston cambierà veste per ospitare la seconda edizione del Festival dell’Arte di Sanremo – Biennale Artexpo, trasformandosi in un autentico crocevia della creatività contemporanea.
Dopo il successo della prima edizione, la Biennale torna con un programma ancora più ricco e ambizioso, confermandosi come uno degli appuntamenti più rilevanti del panorama artistico italiano dedicato all’arte visiva.
Promossa dalla Fondazione Effetto Arte, la manifestazione si distingue per la capacità di intrecciare linguaggi, generazioni e culture differenti, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva tra bellezza, visione e riflessione.
«L’obiettivo – spiega Sandro Serradifalco – è far dialogare la memoria del Novecento con la forza innovativa dell’arte contemporanea, in un contesto simbolico come quello dell’Ariston, luogo di emozioni collettive e di cultura condivisa.»
La Biennale Artexpo di Sanremo proporrà un ampio percorso espositivo e multidisciplinare, articolato in sezioni tematiche, installazioni immersive e incontri culturali.
Dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla videoarte, fino alle più recenti sperimentazioni digitali, le opere in mostra offriranno una panoramica completa sulle molteplici direzioni della ricerca artistica contemporanea.
Uno degli aspetti più affascinanti dell’evento sarà il dialogo generazionale tra i nuovi protagonisti della scena artistica e i maestri storicizzati del secolo scorso: un confronto non solo estetico, ma anche simbolico e culturale, che restituisce all’arte il suo ruolo di specchio del tempo e motore di cambiamento.
A inaugurare la manifestazione sarà Ornella Muti, madrina d’eccezione dell’evento.
Icona del cinema italiano, esordì a soli 14 anni con La moglie più bella di Damiano Damiani e, nel corso della sua straordinaria carriera, ha collaborato con registi come Mario Monicelli, Dino Risi, Marco Ferreri, Ettore Scola, Carlo Verdone e, a livello internazionale, Woody Allen.
La sua presenza al Teatro Ariston aggiungerà un tocco di eleganza e carisma a un appuntamento che promette di coniugare arte, spettacolo e cultura.
Il Festival ospiterà inoltre importanti personalità del mondo dell’arte e della cultura:
• José Van Roy Dalí, figlio del grande Salvador Dalí, pittore di fama internazionale e sostenitore dei giovani artisti emergenti;
• Marco Rebuzzi, storico dell’arte e conservatore del Museo Diocesano “Francesco Gonzaga” di Mantova, profondo conoscitore dell’arte sacra e della dinastia dei Gonzaga;
• Gian Mauro Sales Pandolfini, antropologo e critico d’arte, esperto di immaginario collettivo e occultismo, già consulente culturale di Vittorio Sgarbi per la Regione Sicilia;
• Alberto Castiglione, regista e giornalista, autore di documentari su Mauro Rostagno, Aldo Moro e Danilo Dolci, premiato a livello internazionale e autore di serie per Sky e Netflix.
Durante i quattro giorni della Biennale, il roof del Teatro Ariston si trasformerà in un’elegante galleria d’arte contemporanea.
Le sale ospiteranno opere di artisti italiani e internazionali in un allestimento scenografico e immersivo, capace di coniugare suggestione visiva e riflessione critica.
Tra le sezioni più attese spicca la Mostra dei Maestri del Novecento, dedicata alle figure che hanno segnato la storia dell’arte moderna.
Saranno esposte opere di Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Renato Guttuso, Remo Brindisi, Mario Sironi, Marco Lodola, Ugo Nespolo, Giuseppe Migneco, Ernesto Treccani, Andy Warhol e altri protagonisti del secolo scorso.
Un itinerario che intreccia memoria e innovazione, restituendo al pubblico la continuità di un linguaggio artistico che attraversa il tempo e rinnova il proprio significato nel presente.
In linea con la missione della Fondazione Effetto Arte, la Biennale sarà gratuita e aperta a tutti: un gesto di inclusione che mira a rendere l’arte accessibile non solo ai collezionisti, ma anche a studenti, famiglie e curiosi.
In un’epoca in cui la cultura rischia di chiudersi in spazi elitari, il Festival dell’Arte di Sanremo si propone come un luogo di incontro e partecipazione, dove l’arte torna a essere un’esperienza collettiva, viva e condivisa.
Non solo una mostra, dunque, ma un laboratorio di idee, emozioni e relazioni, che celebra la forza universale della creatività umana.
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